Esperienze in camera oscura

Ho ripreso dopo quasi due anni di fermo la mia camera oscura, avevo da parte alcune carte, e delle pellicole sviluppate che non erano state stampate e dopo un periodo passato scattando tantissimo in digitale ho voluto di proposito posare la fotocamera e dedicarmi ad un processo più lento e ragionato.

Pochi giorni fa sono andato a riprendere tutto il necessario che era posato in uno spazio in comune con dei colleghi per riportarlo alla base, La cantina! Già, proprio come i vecchi tempi che spesso si improvvisava la camera oscura dove occorreva, un bagno, un sottoscala,  o una cantina come nel mio caso. La durst addirittura produsse un ingranditore in formato “valigia” che era possibile trasportare con piccoli ingombri e poter stampare facilmente in giro.

L’ingranditore che uso è un Durst 609, da parte avevo ancora delle carte e dei chimici ancora buoni per essere utilizzati. E’ stato bello riprendere il tutto, ci ho messo un po’ a riordinare e pulire lo spazio, ogni granello di polvere è nemico, infatti è essenziale che lo spazio sia agevole nei movimenti e che ogni cosa sia al giusto posto per seguire un processo che non intralci o inquini il lavoro svolto, per questo ho disposto tutto nel seguente modo :

Ingranditore> bagno sviluppo>bagno arresto>bagno fissaggio >risciacquo> asciugatura.

Questa disposizione consente di lavorare senza rischi di far cadere gocce dalle fotografie ancora bagnate su chimici che potrebbero inquinarsi.

Ho ripreso dei negativi scattati a Siracusa nel 2015 con una mamiya 645 e pellicola foma 400asa,  e dei negativi scattati a Catania con la mitica Lubitel e una pellicola ilford Panf50

.WhatsApp Image 2017-10-11 at 20.14.22 (1)

L’approccio alla stampa è stato diverso, nei ritratti di Giulia dopo la provinatura a contatto che mi ha permesso di individuare il tempo di esposizione della carta, ho fatto alcuni tentativi tenendo un contrasto base, successivamente osservando le fotografie che sviluppavo ho scelto il contrasto più adatto. Nella fotografia volevo che i dettagli del vestito mantenessero la loro texture, senza sacrificare il viso che anch’esso era leggermente in ombra.

Nel secondo caso ho usato il metodo del provino a scalare, probabilmente più efficace.

DANY8421.JPG

La fotografia che è ho scelto come risultato finale è arrivata dopo circa 2h di studio e osservazione, dal negativo alle carte che ho usato.

La fotografia analogica la considero un processo lento e cosciente, dove ogni passo è fatto senza lasciare nulla al caso (almeno si spera!). In fase di ripresa avendo a disposizione pochi scatti istintivamente si è più lenti e determinati, chi come me è nato nel digitale trova non poche difficoltà. Son convinto che cominciare a studiare una disciplina come la fotografia utilizzando l’analogico sia più efficace del digitale; sia ben chiaro non voglio mettere a paragone i due mondi dove le nuove tecnologie se ben sfruttate possono ottenere risultati sbalorditivi, ma un processo più lento migliora senz’altro il nostro occhio e la nostra mente è costretta a mettersi bene in moto senza andare troppo a tentativi, ci insegna a scegliere cosa volere o meno.

 

 

 

 

Annunci

Con quale occhio fotografiamo?

Vi è mai capitato che delle vostre fotografie che vi soddisfano, che vi piacciono, di cui siete convinti della bellezza estetica vengano bocciate da chi ve le ha commissionate, o dalla persona ritratta?

Molto spesso la nostra stessa concezione di estetica ci può trarre in inganno.

Di recente ho scattato ritratti e fotografie per una coppia di maestri di tango argentino, e anch’io convinto della mia estetica ero molto soddisfatto delle mie immagini.

Confrontandomi con i maestri notai che quelle belle foto non bastavano, e non potevo di certo considerare quegli scatti la fine del mio lavoro: molto spesso la loro posizione non era corretta, le gambe non erano inclinate il giusto, il peso del corpo era troppo in avanti, ecc..   Una serie di errori che non consideravo perché non sono un ballerino e seguivo unicamente la mia estetica, per me gli scatti erano buoni. Mi accorsi che la presunzione di quell’estetica avrebbe portato solo delle foto buone, buone per la maggior parte del pubblico, ma se l’avessero viste chi viveva il mondo del tango argentino di certo avrebbe avuto molto da ridire.

Così cominciai a dialogare di più con i maestri, fermandomi più spesso a far vedere le foto appena scattate, posizionando uno specchio vicino per poterli mettere a loro agio e posizionando degli esempi vicino a me per poter fare più attenzione alle loro pose.

IMG_9476.jpg

Quello che vorrei comunicare in questo articolo è che mettere in discussione il proprio istinto spesso fa bene al nostro lavoro: mettere da parte la propria estetica, le proprie convinzioni e adottare un occhio nuovo, un occhio “inesperto” ed essere curiosi di ciò che stiamo fotografando ci garantirà il miglior risultato a noi possibile.

La curiosità ci fa esplorare, e arricchirà la nostra vita. Molti grandi fotografi lo son stati grandi proprio grazie alla curiosità che li spingeva.

https://www.facebook.com/danielecalabresefotografo/

 

 

Restart? forse!

zz1

©Daniele Calabrese  –   Fujifilm x-e2 -18mm f2

Sono passati 8 mesi da quando ho pubblicato l’ultimo articolo su questo blog, un po’ per la montagna di lavoro estiva un po’ per pigrizia.

Riprendo a scrivere, si, perché di idee ce ne son molte, e comincio con illustrarvi gli ultimi avvenimenti e magari qualche lavoro:

Proprio in questi mesi ho ripreso i miei corsi di fotografia fra Sicilia e Calabria, con www.fotocorsicalabrese.com, L’esperienza dello scorso anno è stata fantastica, e anche quest’anno sembra che il successo si stia ripetendo!

In estate ho viaggiato tanto, ho vissuto per tre mesi nel Cilento, Marina di Camerota, un posto meraviglioso, bellissime persone e dei paesaggi stupendi, un luogo dove la natura è il valore aggiunto di un posto ricco di persone cordiali disponibili, concludendo l’estate passando un mese in Sicilia.

Proprio in Sicilia sentivo bisogno di una svolta, troppe idee incompiute, finalmente poco a poco, con buona forza di volontà le foto che da tanto volevo realizzare. Si perché pensar troppo fa male, si fa molto prima ad agire!

Primo passo, mi cercavo un imput materiale, un qualcosa che spingesse la mia curiosità, ed ecco arrivata la mia nuova fotocamera, che da tanto avevo in mente di acquistare, e la scelta è ricaduta sulla Fujifilm X-e2!

Fin’ora ho sempre utilizzato una Canon 5d full frame, eccellente fotocamera, ma ingombrante, pesante, e soprattutto per me è un mezzo di lavoro, viaggiando in moto è sempre stata poco pratica, difficile da tenere sempre con se nel borsello, oltre al fatto che non ho mai voluto rischiare di perderla in qualche banale scivolata. Ecco che la mia scelta era su un sistema chiamato Mirrorless, dove molte case si son spinte raggiungendo livelli altissimi, In un altro articolo magari vi parlerò della fuji in se, ma la virtù di questo sistema che vorrei sottolineare è che realmente una fotocamera piccola ma ad alte prestazioni sta cambiando il mio approccio alla fotografia!

Si perché la possibilità di averla sempre con se, mi regala la possibilità di scattare tante fotografie,  grande comodità, unita ad ottime prestazioni! Per un motociclista un sistema come questo è l’ideale! Tutto si potrebbe raccogliere in un piccolo borsello, e anche quando si volesse esagerare portando con se ottiche e attrezzature gli ingombri sarebbero minimi!

20151015_122520.jpg

Ecco un weekend a Napoli, qualche immagine, anche se sarà sempre impossibile riassumere una città così ricca in soli due giorni..

Mi sentivo come un po’ come Finn, il protagonista del film “Palermo shooting”

_DSF3779.jpg                                                 ©Daniele Calabrese  –   Fujifilm x-e2 -18mm f2

 

_DSF3885.JPG                                                ©Daniele Calabrese  –   Fujifilm x-e2 -18mm f2

 

_DSF4121.JPG

©Daniele Calabrese  –   Fujifilm x-e2 -58mm f2

_DSF4092.JPG

 

©Daniele Calabrese  –   Fujifilm x-e2 -58mm f2

 

E per adesso ci fermiamo qui… alla prossima!

 

Gran Finale!

Ieri, Domenica 10 maggio 2015 si è finalmente concluso la prima edizione del corso di fotografia tenuta nella città di Messina!

Dopo aver studiato fotografia fra Reggio Calabria e Milano e aver vissuto la giuste esperienze lavorative in Italia e all’estero ho deciso di giocarmi le mie carte ed ecco che nasce l’idea di www.corsifotografiasicilia.com!  Siamo alla prima edizione, già ricca di successi!

Adoro la Sicilia e adoro i siciliani! E devo dire che il traguardo più importante di questo cammino è stato quello di trovare un gruppo di persone ricche di entusiasmo e passione!

Come conclusione abbiamo deciso insieme di svolgere una piccola mostra, pochi scatti esposti nello spazio dove abbiamo tenuto i corsi e devo dire che fra la scelta delle foto e l’allestimento c’è stato un gran divertimento da parte mia e dai ragazzi!

La serata è stata un gran successo con molta gente che è venuta a trovarci, e non solo amici e parenti, molti erano incuriositi e alcuni hanno addirittura rivalutato la fotografia! Inoltre si è parlato di progetti futuri e di nuove iniziative in città, il tutto concluso in gran gioia.

Devo dei ringraziamenti perché questi successi sono stati raggiunti soprattutto grazie alla Libreria Doralice che ha messo a disposizione i propri spazi; al mio amico e fotografo Antonio Salerno che ha contribuito a fornendoci alcune attrezzature al momento giusto, la grafica Chiara Orlando che ha decorato il corso con i suoi desin  e infine a tutti i ragazzi che hanno partecipato a questa esperienza donandomi più di quanto io possa aver donato a loro.

Alla mostra hanno partecipato: Carmela D’arrigo, Franco Barbera, Antonio Scanu, Anja Forlì, Eleonora Casella, Domenico Tripodo, Linda Di Blasi,

Restart to travel!

Si riparte!

E’ arrivato maggio, le mie avventure nei villaggi turistici ricominciano!

Ovviamente per muovermi la mia Honda Dominator dell’88 è sempre pronta a seguirmi, con qualche manutenzione di anticipo il primo viaggio è andato alla grande! Ho attraversato l’entroterra siciliana per circa 600km fra andata e ritorno, il tutto accompagnato fino all’arrivo da paesaggi meravigliosi.

Sarò in Sicilia per qualche settimana, dopodiché mi aspetterà un percorso di circa 5-600km su verso la Campania, nel frattempo mi preparo psicologicamente per un tragitto così lungo a bordo di un grosso monocilindrico anni 80…

Non è la prima volta che viaggio con la Dominator, la scorsa estate ho percorso circa 10mila km in 4mesi, il tutto diviso fra statali e autostrada e ricorrendo a qualche sosta il tutto è andato discretamente.

Quest’anno però le cose sono leggermente diverse:  La moto dopo aver sostituito il telaio fila finalmente dritta, e lo scarico 2in1 ha “ovattato” l’erogazione rendendo il viaggio più sopportabile rispetto a prima, ho per giunta allungato di poco i rapporti montando una corona da 43 rispetto la 45originale, dovrebbe aiutarmi a risparmiare carburante e numero di giri a velocità costante.

So benissimo che non è un mezzo da lunghe percorrenze, ma questo ho e questo mi godo, e non posso nascondere che il mezzo mi piace così, anzi, in alcuni casi, un monocilindrico raffreddato ad aria è più propenso rispetto alle grosse maxi enduro di oggi per viaggi in fuoristrada o in sterrati, dove le sue doti di leggerezza ed erogazione vincono sulle velocità di crociera elevate e i vantaggi di avere inoltre una moto datata è sopratutto  la facilità di riparazione in caso di qualche guasto: queste moto rispecchiano il motto “tutto ciò che non c’è non si può rompere” e la semplicità costruttiva rende le riparazioni a portata di tutti. Ovviamente consiglio a tutti di avere una base buona e ben curata: una moto datata e mal curata può rivelare brutte sorprese.

Ecco una foto della moto caricata per i viaggi:ArqNlQO4mtrLzHAewcy46V6t1G8laCf2gFie3KjtjM0J

con me ho ricambi e vestiti per una stagione, computer portatile, e attrezzatura fotografica, con un paio di borse laterali si può veramente portare tanta roba e non c’è da spaventarsi per la grandezza dei bagagli, se son ben legati non sono pericolosi e sopratutto pesano meno di un passeggero!

Aggiornerò la pagina, a presto!

 

Esercizio e lettura

Pochi giorni fa, mi trovavo ad attendere una persona in una piazza di Messina, armato di fotocamera decisi di riprendere a scattare delle fotografie per me stesso, cosa che avevo stupidamente abbandonato, volevo delle fotografie  della piazza, senza grandi pretese, ma la cosa a cui tenevo era esercitarmi, riprendere a comporre con criterio e sopratutto calma, senza alcuna fretta che accelerasse i click.

Non ho badato a troppi tecnicismi, né durante lo scatto né poi. Impostato un valore iso elevato (6400) e un diaframma mediamente chiuso (f 5.6) così potei scattare tranquillamente, liberando la mia mente da qualsiasi preoccupazione,  così mi sono dedicato alla pura composizione. Infine ho usato un grandangolo (28mm) su pieno formato, un’ottica fissa che mi costringeva a muovermi per avvicinare il soggetto, un’operazione molto più consapevole che avvicinare l’immagine usando le sole dita sullo zoom.

E’ stato un esercizio di composizione e di ricerca. Seguono alcune immagini con una variante “lettura”  dove ho evidenziato le linee di forza delle mie foto.IMG_5092

di questa immagine traccio le linee di forza:

IMG_5092 letturaIMG_5135IMG_5135 letturaIMG_5153IMG_5153 letturaIMG_5154IMG_5154 lettura

Spesso ci facciamo prendere dalla fretta di scattare, ma è un guadagno di tempo illusorio.

Quando scatto fotografie in genere scatto poco, e questo mi offre innumerevoli vantaggi, fra cui avere un workflow più leggero e avere pochi scarti nella mia raccolta.

Suggerisco un esercizio simile a tutti, professionisti e non: scattiamo delle foto per noi stessi e, sopratutto, divertiamoci!